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Amministrazione Trasparente

N. 5 - 6 luglio 2020

PROGETTO

Beni comuni, una sfida per un Comune più partecipato

Durante il Consiglio comunale del 29 giugno, è stato affrontato il tema dei beni comuni e la possibilità di dotare il Comune di Rivarolo di un regolamento per il loro utilizzo. La tematica è stata introdotta da una mozione del gruppo di minoranza Rivarolo Sostenibile, nella quale si richiedeva la stesura e l'approvazione di detto regolamento. L'amministrazione ha votato a favore aggiungendo che verrà costituita, seguendo il modello di altre città italiane, una Consulta permanente dedicata.

Cosa sarà contenuto in questo regolamento?

All'interno del regolamento si andrà a normare la possibilità di associazioni o di singoli cittadini di occuparsi e prendersi cura di alcuni beni comuni attraverso dei "patti di collaborazione" con l'amministrazione. Spazi della città saranno così co-gestiti con rispettive benefici e impegni tra il Comune e i cittadini. Un modo innovativo ma da sempre esistito di prendersi cura ognuno nel suo piccolo della nostra città. L'iter per l'approvazione del regolamento sarà discusso nel prossimo mese nelle commissioni preposte e durante il processo l'amministrazione ha in programma di organizzare alcuni incontri per poter coinvolgere e spiegare al meglio questa iniziativa. (a.con.)

 

SPORT

Parco Meaglia, una palestra a cielo aperto

Dopo la possibilità di ampliamento degli spazi commerciali e dei dehors per le attività di somministrazione di alimenti e bevande; l’Amministrazione offre alle palestre che svolgono la propria attività in Rivarolo e alle associazioni sportive regolarmente iscritte all’Albo comunale, la possibilità di utilizzare una porzione del Parco “Dante Meaglia” - Castello Malgrà, in una zona attigua alla nuova area fitness per svolgere attività sportive collettive, per il periodo luglio/ottobre. Le palestre o le associazioni interessate potranno presentare regolare richiesta all’ufficio sport del Comune per prenotare fasce orarie e sottoscrivere il regolamento di utilizzo.

L’iniziativa vuole sostenere le palestre e le associazioni che abbiano riscontrato difficoltà nella ripresa delle attività a causa delle nuove disposizioni normative e della necessità di ampliare il distanziamento sociale durante la pratica sportiva.

“L’emergenza sanitaria che abbiamo attraversato, ha stravolto le abitudini quotidiane della popolazione, una tra le quali: la pratica sportiva. L’impossibilità di praticare le consuete attività sportive ha portato ad un duplice risvolto. Da un lato le limitazioni agli spostamenti hanno diminuito le attività all’aria aperta, innescando un circolo vizioso, in particolar modo nelle persone che già presentavano un difficile approccio allo sport e al movimento. Dall’altro abbiamo assistito ad un incremento delle attività indoor, per coloro che con determinazione hanno cercato di utilizzare proprio la chiusura forzata per implementare sedute di allenamento. Tra le attività indoor ricordiamo camminata e corsa su tapis roulant, cyclette, yoga, ma anche tutte le attività di corpo libero proposte dalle varie palestre e associazioni sportive che abitano il territorio e che non hanno smesso di prestare servizio alla cittadinanza. È stato, infatti, incoraggiante notare quanto impegno i tecnici sportivi abbiano impiegato per reinventare le proprie attività, adeguandole alle necessità dell’utenza, considerando spazi e dotazioni casalinghe.

Dice l’assessore allo sport Helen Ghirmu: “La possibilità di riprendere l’attività sportiva collettiva ha finalmente potuto appagare una necessità strettamente collegata alla pratica sportiva, ovvero la socialità. L’Amministrazione da sempre promuove l’aspetto fortemente sociale dello ssport e vede nelle pratiche di gruppo l’occasione per giovani e meno giovani di confrontarsi, trovare motivazione e incoraggiamento nel raggiungere obiettivi, siano essi agonistici o di semplice, ma fondamentale, cura del sé. Oltre alle realtà associative, la nostra città è sede di diverse palestre che, con non poche difficoltà, hanno potuto riprendere ad erogare i loro servizi, rispettando i rigidi protocolli anti- contagio. Nel rispetto della normativa, l’abituale capacità di accoglienza delle varie strutture è stata ridotta a causa del necessario distanziamento sociale, ulteriormente amplificato durante l’attività sportiva”.

 

 

Cascina Marcellina nell’ex Scuderie del Malgrà

La giunta ha assegnato la gestione del punto ristoro dell’ex Scuderie del Parco Dante Meaglia del Castello Malgrà  alla società Cascina Marcellina snc di Cintano, dove da 12 anni si occupano con successo di un bar ristorante. Da tre anni, i gestori si occupano con ottimi riscontri anche del bar-ristorante presso gli impianti sciistici dell’Alpe Cialmadi  Locana. Intenzione dei gestori valorizzare il nostro parco con piccoli eventi a carattere musicale e culturale collaborando con le Associazioni della città. Mostre fotografiche, eventi di cultura popolare tradizionale piemontese, musica, sport, ambiente tra gli interessi degli assegnatari che garantiscono, inoltre, di prestare attenzione al tema del “plastic free” riducendo l’utilizzo di prodotti usa e getta e, ove impossibile, preferendo prodotti compostabili. Grande attenzione anche nei confronti dei prodotti a km0, presentando una carta ricca di prodotti provenienti da aziende del territorio. Sono già iniziati i lavori di manutenzione e sanificazione dello stabile che sarà reso così accogliente e fruibile anche nel massimo rispetto della normativa anti-contagio.

Se i lavori proseguiranno senza rallentamenti, nel fine settimana potremo aver operativo il nuovo punto ristoro.

 

 

LA PATRONALE

Foto d’autore di Marco Goi per il manifesto di San Giacomo 2020

E’ il fotografo Marco Goi, titolare dello Studio Nadar di via Ivrea, l’autore del manifesto ufficiale della festa patronale 2020 di San Giacomo che sarà distribuito in città  all’inizio della prossima settimana. Una novità rispetto ai manifesti del passato che metterà in risalto un angolo di Rivarolo fissato dall’obiettivo del fotografo.

Ecco, per chi non lo conoscesse ancora, come si presenta il fotografo rivarolese, Marco Goi: “La mia passione per la fotografia iniziò a 10 anni quando trovai una vecchia macchina fotografica di mio padre, una 6x9 a soffietto. Per me era particolarmente importante perchè apparteneva a mio padre che non ho potuto conoscere: Ero affascinato da quella fotocamera, dalla magia di realizzare immagini, di poter “scrivere con la luce”. Da allora il mio amore per la fotografia non mi ha più lasciato. Più avanti ho lavorato per riviste e quotidiani, ho svolto il servizio militare come fotografo ufficiale degli alpini e a 21 anni, nel 1983, ho aperto lo studio Nadar: la mia passione era diventata il mio lavoro, anzi la mia vita. In più di 30 anni di professione ho affrontato diversi settori della fotografia professionale: alcuni li ho abbandonati, altri sono diventati la mia specializzazione. Sono eclettico nella vita come nel lavoro, e pieno di difetti, mai soddisfatto dei miei lavori e quindi la mia foto più bella è quella che farò domani. Le mie fotografie parlano di me: fotografo il mondo come io lo vedo, il mondo che vorrei, il mondo è come noi tutti lo creiamo”. Sul manifesto per San Giacomo 2020,  Marco Goi preferisce non anticipare nulla: “Mi auguro che possa essere una piacevole novità per i rivarolesi” dice il fotografo. 

 

LA MEMORIA

Addio a Graziella Gava, “ostaggio” della banda Cavallero

Si sono svolti sabato scorso nella chiesa di San Giacomo, i funerali di Graziella Gava in Bertetto, 

82 anni, entrata nella cronaca cittadina per essere stata presa in ostaggio dalla  banda Cavallero durante il duplice assalto alla Popolare di  Novara e alla Cassa di Risparmio del 7 aprile del 1966, Giovedì santo. Erano da poco passate le 15 quando i rapinatori entrarono nella 
sede della Banca Popolare di Novara, in corso Torino. Coperti dai passamontagna, armi in pugno, sequestrarono 14 impiegati che si trovavano nel salone. 

Per evitare reazioni da  parte del personale, i banditi presero in ostaggio  un giovane dipendente, Giovanni 

Merlo, allora 38enne. 

Pochi minuti dopo il primo colpo, Cavallero e complici entrarono nella filiale della Cassa di Risparmio di Torino, allora nei locali che oggi ospitano la macelleria Bonino. In pochi minuti riuscirono a farsi consegnare tutto il denaro  contenuto nelle casse. Per coprirsi la fuga, la banda costrinse l'impiegata Graziella Gava, allora 28enne, a fare da scudo all'uscita dall'edificio. 

Nel frattempo il personale della Banca di Novara era riuscito ad avvisare i carabinieri che,a piedi dalla vicina caserma, raggiunsero la banca.  Il comandante, maresciallo Gamba, non esitò a fare irruzione nella filiale della Crt mentre il carabiniere Alberto Rau, riuscì a sparare verso uno dei banditi senza però impedirne la fuga. I due assalti durarono undici minuti: per la banda Cavallero un colpo spettacolare destinato ad alimentare la leggenda intorno a questi rapinatori.

(nella foto Graziella Gava e Giovanni Merlo)