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Edifici storici e monumenti

1 - CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO

2 - CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO

3 - CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIACOMO APOSTOLO

4 - CHIESA DELLA CONFRATERNITA DEL SS. NOME DI GESU'

 

 

1 - CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO
( Sec. XIII/XV/XVII – Via San Francesco d’Assisi )

 

Note storiche
Il complesso risale alla fine del XIII secolo e risulta tra i primi conventi francescani edificati in Canavese: la tradizione vuole che sia stato addirittura fondato dallo stesso San Francesco. Nei periodi successivi il convento si sviluppò notevolmente aumentando il numero di confratelli e ricevendo donazioni di terreni e proprietà.
Luogo di culto e di sepoltura per le famiglie più illustri rivarolesi, ospitò nel terreno attiguo, fino al 1823, il cimitero cittadino. Con la soppressione degli ordini religiosi, in epoca napoleonica, il convento passò al Comune che lo destinò a sede di convitto maschile; con la restaurazione, fu affidato con funzione di collegio femminile, nel 1822, alle Suore Orsoline e, nel 1950, alle Suore Giuseppine di Torino.
Attualmente, nell’area del chiostro seicentesco, ha la propria ubicazione l’Istituto “SS. Annunziata” (Scuola per l’Infanzia-Primaria- Secondaria di Primo e Secondo Grado). All’interno della chiesa, dove si celebrano messe domenicali, svolge una importante attività di volontariato la Compagnia di San Francesco, fondata nel 1951.

Note architettoniche e artistiche
Nel corso dei secoli ha subito consistenti modifiche; si sono comunque conservate diverse tracce della struttura tre/quattrocentesca nel perimetro esterno della chiesa, nella sacrestia, nel campanile e, in particolare, nel chiostro esterno del lato nord.
L’interno della chiesa conserva la testimonianza pittorica più importante di Rivarolo: l’affresco ” Madonna e Padri della Chiesa in adorazione del Bambino”, opera giovanile dell’artista casalese Martino Spanzotti (1455/1528), eseguito sul finire del XV secolo e recentemente restaurato.

 

 

Altri affreschi interessanti, probabilmente quattro/cinquecenteschi, sono quelli situati nella navata sinistra: la “Madonna allattante Gesù e Sant’Anna” (primo pilastro) e “Madonna con Bambino e San Michele” (quarto altare).
Il percorso di restauro portato a compimento egli ultimi anni, grazie al sostegno di associazioni e di privati, ha interessato anche tele degli altari laterali e il quadro sopra l’altare maggiore del pittore milanese Carlo Francesco Nuvolone (1609/1661).

 

 

2 - CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO

(sec.XI-XVIII)

 

 

San Michele - La facciata al fondo di via Ivrea si trova la chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo. L’edificio, così come oggi si presenta, è opera dell’architetto torinese Bernardo Antonio Vittone (1705-1770);ma notizie, riguardanti una prima edificazione, sono anteriori all’anno mille.Retro di San Michele La chiesa, a pianta ottagonale, è sormontata da cupola a otto spicchi con decorazioni a stucco e cupolino, ha una particolare sacrestia ellittica ed abside. Su di un altare si conserva una statua lignea tardo-gotica raccolta nel fiume Orco, durante la sua inondazione.

 

Nella foto di sinistra, la facciata di San Michele, nella foto di destra il retro della parrocchiale di San Michele.

 

 

3 - CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIACOMO APOSTOLO
( Sec. XV/XVIII - Piazza San Giacomo)

 


La chiesa di San Giacomo si trova nell’omonima piazzetta, nei pressi della Biblioteca Comunale.
L’edificio attuale fu realizzato tra il 1733 ed il 1775, su progetto dell’architetto Costanzo Michela e sorge sui resti di un’antica chiesa medioevale di cui ancora si conserva il campanile in mattoni, con due ordini di bifore, sulla cui sommità è posto un gallo bronzeo, simbolo della città.

Gli interniGli interni

Nelle foto in alto, gli interni della Chiesa.
 
 

4 - CHIESA DELLA CONFRATERNITA DEL SS. NOME DI GESU'
( Sec. XI-XVIII)

 

 

Tra i portici antistanti alla chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo, si erge la chiesa della Confraternita del SS. Nome di Gesù, un tempo di proprietà dell’omonima Confraternita laica.

 

 

Nelle foto in alto, portici di via Ivrea.

 

Le prime notizie, riguardanti la sua edificazione, risalgono al XVI secolo, ma un radicale restauro fu attuato a partire dal 1730.

Il suo interno, così come oggi lo vediamo, presenta delle magnifiche quadrature realizzate nel 1774 dagli artisti di Corte C. F. Bianchi e V. A. Rapous, su progetto dell’architetto P. Bonvicini. Sempre progettata dal Bonvicini l’imponente bussola lignea, mentre le due icone, quella del coro rappresentante “la Circoncisione di Gesù” e quella dell’altare minore di destra, rappresentante “La Vergine degli Angeli con Sant’Orsola e San Erasmo”, sono opera del Rapous, allievo di Beaumont.