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Cenni storici e territorio

Territorio e popolazione

Situato sulla destra orografica del torrente Orco a 304 metri di altezza sul livello del mare, nella pianura prospiciente il versante meridionale del Gran Paradiso, Rivarolo è uno dei centri più importanti del Canavese.

 

Il territorio comunale occupa una superficie di kmq 32,32 con una popolazione di circa 12.500 abitanti, residenti parte nel concentrico urbano e parte nelle numerose frazioni; Argentera, Mastri, Pasquaro e Vesignano sono le principali a cui vanno aggiunte le borgate di Cardine, Praglie, Sant’Anna, Paglie, Bonaudi, Baudini e Obiano

 

 

Cenni storici

Il più antico documento conosciuto in cui viene citato “Riparolium” risale al 1° novembre dell’anno 1000; dal 1200 è “feudum magnum” appartenente a rami collaterali dei Conti di Valperga e di San Martino. L’originario nucleo altomedievale (area attigua al Castellazzo) viene ampliato nel Duecento con impianto urbanistico a pettine e cinta muraria I primi statuti sono concessi alla comunità, dai Savoia, nel 1358 come riconoscimento di parziale autonomia soprattutto nella gestione di forni e mulini. Nella metà del Settecento il tessuto urbano medievale viene rimodellato in chiave barocca. Il 22 marzo 1863 Rivarolo ottiene il titolo di città, suggellato dalla crescita socio-economica della città che si consolida nella seconda metà dell’Ottocento con la realizzazione del collegamento ferroviario verso Torino.

 

In campo sociale si sviluppano le istituzioni assistenziali, scolastiche e culturali: il primo Asilo aportiano del Piemonte fondato dal sindaco Maurizio Farina e dalla Beata Madre Antonia Maria Verna, l’Ospedale, la Società di Mutuo Soccorso, la Filarmonica, la Filodrammatica e il Gabinetto Letterario.

Tra i personaggi dell’Ottocento spiccano Alerino Palma di Cesnola (1776/1851), patriota ed esule risorgimentale. e il nipote Luigi Palma di Cesnola (1832/1904), volontario alla Prima Guerra di Indipendenza, emigrante negli Stati Uniti e primo direttore del Metropoltan Museum di New York.

Durante i primi decenni del Novecento la città si espande grazie anche alla costruzione di numerose opere di pubblica utilità: rete elettrica, fognature, acquedotto, scuole pubbliche, mattatoio; nel periodo 1943/1945 la comunità rivarolese è attiva della Resistenza.

Alla crescita economica e demografica di Rivarolo, tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, segue di pari passo quella urbanistica con l’ammodernamento della rete stradale, con le ristrutturazioni in campo edilizio e con la realizzazione di nuove scuole, degli impianti sportivi, della Biblioteca Comunale e di altre importanti infrastrutture.

 

 

Profilo odierno

Rivarolo Canavese è al centro di una efficiente rete stradale di collegamento con Torino e il suo aeroporto “Sandro Pertini”, con Ivrea e il resto del Canavese. Recentemente è stato potenziato il servizio ferroviario con Torino.

 

L’attività economica risulta caratterizzata da un consistente sviluppo del terziario e dei servizi e dalla presenza di numerose imprese artigiane, mentre il settore industriale, particolarmente fiorente nel Novecento con gli stabilimenti tessili, meccanici e conciari, si è ridimensionato quantitativamente ma presenta oggi una elevata specializzazione con produzioni ad alta tecnologia.

L’attività agricola, che si avvale sin dal medioevo di opere irrigue, è caratterizzata soprattutto dall’allevamento bovino con un buon grado di meccanizzazione delle aziende. Ogni mercoledì e sabato è sede di mercato.

In città sono presenti scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, dall’Asilo Nido alla Superiori, frequentate da oltre 2.500 studenti provenienti da una vasta area territoriale.

La vita sociale è caratterizzata dalla vivacità commerciale e dal dinamismo delle numerose associazioni operanti in campo assistenziale, culturale, ricreativo e della protezione civile, a conferma della vocazione di Rivarolo Canavese a punto di riferimento per tutto il territorio.

Lo sport, supportato dalla presenza del Centro Polisportivo Comunale (campi di calcio, palazzetto, piscina) e delle palestre pubbliche e private, è animato dalle attività dei molti gruppi impegnati nelle varie discipline..

Per la sua vitalità, per il suo gradevole impianto urbanistico e per il suo patrimonio artistico Rivarolo Canavese merita una visita alla scoperta dei principali monumenti ed itinerari:

Itinerario urbano

1) CASTELLO MALGRA’ (Sec. XIV/XIX) – Via Maurizio Farina, 57

Costruito dai Conti di San Martino nel 1333, viene ristrutturato, a fine ottocento, su progetto dell’architetto Alfredo D’Andrade. Nel cortile interno torre merlata e portichetto con affreschi quatttrocenteschi. Di proprietà comunale dal 1982, è visitabile ogni domenica pomeriggio (da maggio ad ottobre) e ospita mostre e manifestazioni culturali.

2) CASTELLAZZO (sec. XI/XIX) – Corso Meaglia

E’ quanto rimane del “castrum” più antico di Rivarolo attorno al quale si sviluppa il primo nucleo del borgo. Viene ristrutturato come villa privata nella seconda metà del 1800.

3) CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO (Sec. III/XV/XVII)
Via San Francesco

Conserva resti di chiostro con tracce di pitture e affreschi tre/quattrocenteschi nella sacrestia gotica e all’interno della chiesa; di rilievo l’opera dell’artista casalese Gian Martino Spanzotti “Madonna e padri della Chiesa in adorazione del bambino” (fine 1400).

4) CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO (Sec. XI/XVIII) - Via Ivrea, 86

Di origine molto antica si presenta nella splendida forma barocca realizzata dall’architetto Bernardo Vittone con scenografica facciata in laterizio, pianta ottagonale e cupola.

5) CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIACOMO APOSTOLO (Sec. XV/XVIII) - Piazza San Giacomo

Opera dell’architetto Costanzo Michela risale alla metà del 1700; il poderoso campanile gotico presenta interessanti decorazioni in cotto.

6) CHIESA DELLA CONFRATERNITA DEL SS. NOME DI GESU’ (Sec. XVII/XVIII) - Via Ivrea, 85

Dalla metà del 1700 subisce una radicale trasformazione su progetto dell’architetto luganese Pietro Bonvicini: presenta elegante facciata con portale ligneo e raffinato interno con decorazioni e tele di Vittorio Amedeo Rapous.

7) CHIESA DELLA CONFRATERNITA DI SAN ROCCO E SAN CARLO (Sec.. XVII/XVIII) - Piazza Garibaldi

Costruita dalla comunità come voto per la peste del 1630 viene rinnovata a metà del 1700 con navata unica e decorazioni in stile rococò.

8) VIA IVREA

Con i suoi portici è una delle vie più belle del Canavese. Nel passeggio si incontrano antichi palazzi signorili: Palazzo Palma di Borgofranco (al n. 19-31), Palazzo Farina (al n. 28-38), Palazzo Toesca (al n. 42), Palazzo Lomellini ( al n. 60). sede del Comune.

9) CORSO TORINO/CORSO INDIPENDENZA

Asse principale della città si presenta con spaziose allee. In Corso Indipendenza si trovano interessante dimore ottocentesche: Casa Pistono (al n. 4), Casa Maspes (al n. 42), Villa Recrosio (al n. 43).

10) VILLA VALLERO

In Corso Indipendenza n. 68 è sede di mostre, manifestazioni culturali e attività didattiche con parco aperto al pubblico.

11) MUSEO DELLA LOCOMOZIONE STORICA

Inserito negli spazi dell’ex area industriale Valle Susa propone una variegata rassegna di auto d’epoca, motocicli, scooter e biciclette.

Itinerario naturalistico

1) GIRO DELLE FRAZIONI

A piedi o in bicicletta si possono visitare le borgate di Rivarolo: lungo il percorso si attraversano prati e seminativi, si costeggiano rogge e si incontrano isolati cascinali, vecchi forni e mulini.

2) PARCO DEL CASTELLO MALGRA’

E’ un prezioso polmone verde a pochi passi dal centro, pubblico e sempre aperto con ampie superfici erbose e ombrosi alberi.

3) TORRENTE ORCO

Oasi faunistica è denominato in dialetto, per i suoi depositi auriferi, “ Eva d’or”, nelle vicinanze non mancano testimonianze del passato:

a) Cappella del Glario: di origini medioevali, poi ristrutturata, in Regione Gave;

b) Santuario della Madonna del Bosco (Sec. XVII): nel territorio di Ozegna;

c) Campanile di San Desiderio: quello che resta di una chiesetta romanica lungo la strada di Vesignano.

 

 

Toponomastica

L’antica nome di “Riparolium” significa “ luogo sulla riva del torrente ” ; nel dicembre del 1862, poco dopo l’Unità d’Italia, venne riconosciuta la denominazione Rivarolo Canavese per non confondere la città con altri borghi omonimi presenti in Lombardia e Liguria.

 

Gli abitanti vengono denominati “Rivarolesi”; sopravvive ancora l’antico appellativo di “Biautagambe” , che in dialetto significa “ ciondola gambe ”, derivato dalla tradizione secondo la quale era abituale passatempo dei Rivarolesi sedersi sul Ponte della Botteria sopra la roggia comunale (nell’attuale piazza Chioratti).